lunedì 23 luglio 2007

Porretta Soul Festival 2007

Porretta dista dal mio punto di partenza, la caldissima Prato, circa 55 km. Tutti curve, tornanti e salita. La mia compagna di concerto mi da il pacco all'ultimo perchè fino a subito dopo di cena non può partire (mettiamo che ceni alle otto, in 15 minuti, 1 ora e 15 per andare orario previsto per arrivare 21:30 se tutto va bene, inzio concerto ufficiale ore 20 inizio dello spettacolo porrettano la mattina alle undici. Troppo tardi vado da solo). Parto alle cinque. La mia smartina si comporta bene anche in salita, lo stereo risponde presente e mi spara la compilation dell'Italia Wave, otto euri ventiquattro brani che voi maledirete di non avete comprato molto probabilmente. Nella testa ancora il concerto della sera precedente nell'anima l'assoluta certezza di assistere ad un altro grande Happening musicale. Arrivo senza problema nella fantastica Porretta, nessun problema a parcheggiare e mi reco subito nella piazza principale. Difficilmente riuscirò a spiegare il clima che crea il Soul Festival in questa città sappiate che non esiste un negozio che non abbia almeno una locandina del festival e che anche le grandi catene non si tirano indietro, da sisley uno dei manichini indossa la maglia del concerto e addirittura da intimissimi c'è una Fender (questa va scritta per forza con la maiuscola) in vetrina con attaccato il programma delle serate. In piazza dicevo ci sono dei gruppi soul a cantare i grandi classici e sono tutti molto bravi. Famiglie intere che ballano, anziani che muovono le anche sbilenche, tavolini affollati e un pub doveve il sottoscritto fa fuori un paio di Guinnes in tempo record. Fuori dal Rufus Thomas Park (l'anfiteatro dove si terrà il concerto) lo spettacolo è gratuito e ci sono anche le bancherelle con i prodotti dell'artigianato locale. Se un giorno vi capita di andare a Porretta a trovare qualche parente che fa le cure, cercate che sia uno di quelli che coincidono col Soul Festival, ci sarà un po' più di gente ma ne vale la pena.

A questo giro si entra accreditati da radiogas. Risparmio di venticinque euri prontamente reinvestiti in T-Shirt e cd della manifestazione.

Il concerto dura quattro ore e non sono in grado di recensirle tutte. Accontentatevi di questa breve presentazione di chi ha suonato. Tanto sono tutti bravi. Per salire su quel palco devi avere almeno una delle seguenti caratteristiche: O sai suonare nettamente meglio del resto dei musicisti in attività o canti almeno come Aretha Franklin o Wilson Pickett. Il Porretta Soul Festival è un po' come il Brunello di Montalcino, cambia l'annata ma sai sempre che aprendolo godrai.

La prima parte del concerto tutta suonata da Jon Tiven (uno che suona la chitarra dietro la testa senza nessun problema) & The Nashville Aces, tra cui figura anche Wayne Jackson alla tromba (chi è? Nessuno in particolare a parte che a suonato con Otis, Aretha, Rufus, Wilson, Elvis e mettiamoci anche Sting, U2, B.B. King). Alla parte vocale si alternano prima Patty Russo (Quella che faceva la bella quando a fare la bestia era Meat Loaf ed Esmeralda in Notre Dame de Paris), poi Jonell Mosser che sta collaborando con un certo Ringo Starr. Poi momento magico, dopo 35 anni che non saliva su un palco torna in campo Betty Harris. Visibilmente emozionata, quella che è definita la vera regina di New Orleans, tira fuori tutta l'energia repressa con uno spettacolo da lasciare senza fiato. Ma dove la trovano tutta quella potenza vocale?

Subito dopo tocca a Sir Mack Rice “The Ol'Gansta”. Un nero anziano, robusto, con i capelli tinti color rame, vistosi gioielli e un abito da Al Capone del Soul. Ancheggia pelvicamente nonostante la non più giovane età e anche lui porta a casa un sacco di applausi.

La prima parte la chiude Ellis Hooks una rivelazione del R&B carico di energia, aiutato in questo caso dall'età. Il suo stile è vicino a quello di Sam Cooke e non è niente male.

Fine della prima parte. Nell'intervallo vengono premiati i Doctor Brown come miglior Soul Band emergente.

La seconda parte si avvale alla parte sonoro delle coriste “Sweet Nectar” accompagnati dalla Austine DeLone R&B Band. Importa dire che anche questi suonano come dei Dei? No. Tanto ormai lo avete capito che la gente che non sa fare il suo mestiere al Porretta Soul non la chiamano.

Il primo big a salire sul palco con loro è Jimmy McCracklin. Il suo curriculum è un po' troppo lungo per scriverlo su queste pagine ma sappiate che questo signore ad Agosto compirà la bellezza di 86 anni. Si presenta sul palco con un completo azzurro ed una cravatta incredibilmente brutta ma che su quella persona ci sta come il cacio sui maccheroni. Bello davvero e incredibilmente in forma, suona il piano con grazia divina. Leggo sul programma che lui è uno di quelli che quando suona nei suoi show monta personalmente l'attrezzatura. God Bless You Mr. McCracklin!

Tocca poi a quella che secondo me è stata la più brava. Miss Toni Green sale sul palco che è quasi mezzanotte. La sua bellezza è staturia rispetto allo stereotipo della cantante Soul. Alta, slanciata, elegante come poche donne sanno essere sfodera una voce angelica proveniente davvero dall'anima intrisa di musica che si ritrova. Molto brava a coinvolgere il pubblico chiude tra gli applausi della folla.

Chiude la manifestazione una minutissima Sugar Pie DeSanto. Anche lei in età pensionabile solo per l'inps ma entra sul palco, fa il primo pezzo, si leva le scarpe e da lì in poi è un delirio totale di ammirazione e danze del pubblico sul palcoscenico. Davvero io non capisco dove entra tutta quella forza in un metro e trenta o poco più di donna.


E' da poco passata la prima ora del giorno nuovo ed è l'ora di rientrare a casa. Prima però vi devo raccontare una storia:


Seduto sui gradoni dell'anfiteatro con una bella ragazza accanto purtroppo mal accompagnata ed un posto libero dall'altra parte vedo arrivare una signora anziana munita di occhiali Giorgio Armani, vestito di sartoria, scarpe eleganti e mazza per camminare. La signora si siede accanto a me (Ma cazzo, una bella e libera proprio mai eh?) Non so quanti anni abbia, non è educato chiederlo e non posso segarla in due come un tronco per contare i cerchi e stimare l'età. Però... la signora si siede apre la borsa e tira fuori una Ceres munita di tappino di plastica da buona frequentatrice di concerti (alle anziane evidentemente fanno entrare anche le bottiglie di vetro). Diventiamo amici, lei mi spiega che è un assidua frequentatrice del festival (faccio mente locale e mi convinco di averla vista anche all'edizione in cui c'era Solom Burke) e trovo il coraggio per scattarle una foto. Vi giuro, e ho anche le prove, che è andata a salutare tutti i cantanti che hanno calcato il palco mentre si esibivano, che ha ballato tutta la sera e che era diventata l'attrazione numero uno. Possa la mia anima essere così leggera se un giorno raggiungerò quell'età!

(le foto, tranne il primo piano di Jimmy McCracklin sono tutte fatte da me stesso)

E se volete capire meglio lo spirito del Porretta Soul Festival leggetevi questo post della Ladra di Caramelle

2 commenti:

Ladra di Caramelle ha detto...

Ciao!

Ho letto il tuo post sul Festival e mi permetto di segnalarti il mio: http://www.ladradicaramelle.splinder.com/post/13202485

E' bello ripensare alla serata da differenti punti di vista, non trovi?

Ciao, Daniela

Marco ha detto...

SPECIAL NEWS 2008
Il Porretta Soul Festival offrirà a tutti i giovani fino a 20 anni uno sconto del 50% sull’ingresso. Iniziativa promossa in collaborazione con l’Informazione dei giovani dell’Appennino tosco-emiliano. Potete trovare maggiori info su: www.progettosquola.it oppure www.porrettasoul.it